CUBA

Una destinazione che segna l'anima...

Avana

5 febbraio Lunedì 

Io e Stan aspettavamo questo giorno da settimane.  

Negli ultimi mesi abbiamo letto un sacco di libri, ci siamo iscritti a dei gruppi nel web, abbiamo spulciato ore ed ore trasmissioni tv sempre con lo stesso obbiettivo: informarci il più possibile sulla nostra prossima destinazione... Cuba!

E finalmente eccoci qui, il giorno fatidico è arrivato. Le valigie sono chiuse e noi siamo pronti per la partenza.

A Ginevra sono le 11 di mattina, nevica. Tra qualche ora saremo al caldo. Con il sorriso sulle labbra ci imbarchiamo. Bye bye Svizzera... Cuba ci sta aspettando!
Tredici ore dopo, sbarchiamo all’aeroporto dell’Avana.

Sono circa le 18, ora locale. La temperatura esterna è di 27 gradi.

Non c’è molta gente, probabilmente il nostro è l’unico aereo atterrato nel pomeriggio.

Sul nastro trasportatore le prime valigie iniziano a scorrere: una, due, dieci... il tempo passa ma dei nostri bagagli, nemmeno l’ombra. Strano, abbiamo scelto appositamente di « volare » con la compagnia elvetica. Sappiamo tutti che esiste un luogo comune su quanto gli Svizzeri siano precisi, ordinati e puntuali.

Il nastro ormai vuoto si ferma...

Non riesco a crederci, dev’essere uno scherzo... 

Inizia così la nostra avventura!

Un’ora dopo mi trovo in un piccolo ufficio dall’aria sinistra. Compilo dei moduli di fronte ad una Cubana sorridente. « Chiama domani, vedrai che le valigie arriveranno» esclama guardandomi. Ha l’aria meno convinta della mia, ma cerca di rassicurarmi.

All’uscita dell’aeroporto, un rappresentante dell’agenzia aspetta il nostro arrivo da diverse ore. Appena ci scorge si avvicina sorridendo: « Ciao, mi chiamo Aurelio, benvenuti a Cuba ». 

La prima cosa che noto è una gloriosa auto d’epoca. Si avvicina lentamente. Frugo velocemente nella borsa per cercare il cellulare, devo assolutamente scattarle una foto prima che riparta.

« Calma », Aurelio ride, « non ti affannare, hai tempo... » la macchina si ferma davanti a noi.  

Sarà  a bordo di quella magnifica « Chevrolet » rosa degli anni '50, che arriveremo alla nostra prima « casa particular » nella Vecchia Avana.

Avana Calle Obrapia

Nonostante le tre rampe di scale ed il fiato corto, ci sentiamo euforici... È quasi mezzanotte, ma noi abbiamo voglia di uscire, di ascoltare un po’ di musica, ma soprattutto di riempirci lo stomaco che « brontola » già da un po’.

A pochi passi da casa, troviamo un ristorante ancora aperto. Sbirciamo all’interno. Un tavolo è appena stato apparecchiato. Dei turisti escono, sembrano soddisfatti. Decidiamo di entrare e mentre ci sediamo, il cameriere ci porge due menù. Davanti a noi un'orchestra suona un brano di « Salsa », un albero di Natale è ancora addobbato, appesa ad un bancone la bandiera del FC Barcellona, accanto, il gagliardetto della Juventus. Sul muro un’icona maestosa, l’emblema di Cuba: la foto del « Che ».

Dopo aver mangiato e aver bevuto qualche mojito, compriamo il nostro primo CD di Salsa. Dev’essere una tradizione cubana, ogni volta che un turista entra in un locale, i musicisti fanno il giro dei tavoli cercando di estorcere qualche CUC in cambio di un CD. 

Il conto è più salato di quel che immaginavo, poco importa, abbiamo mangiato divinamente. Ritroviamo la strada di casa senza intoppi. Esausti ci buttiamo sul letto. 

Domani ci aspetta una lunga giornata...

AVANA

Habana Vieja

Avana Malecon

Il risveglio è faticoso.

Dopo la doccia, infiliamo gli stessi abiti del giorno precedente.

Non abbiamo nemmeno lo spazzolino da denti. Fuori fa caldo. Nell’anticamera il tavolo è già pronto per la colazione: frutta, pane, burro. Dei coloratissimi thermos sono pieni di caffè, latte, acqua. Dopo aver assaggiato di tutto, esco sul terrazzo. Poco dopo una simpatica cubana addetta alle pulizie mi raggiunge e mi racconta un po’ della sua vita. L’unica cosa che mi viene in mente, è dirle che noi abbiamo perso le valigie. Sembra preoccupata. Mi vien da ridere al pensiero che non ho nulla da mettermi e questa sera ho un tavolo prenotato alla « Guarida », il ristorante più chic della capitale. Non voglio pensarci! Niente riuscirà a rovinarmi la giornata. Non vedo l’ora di visitare i vecchi quartieri, di scoprire ogni angolo della città che tanto mi ha fatto sognare. Alle 9:30 scendiamo sotto casa, aspettiamo Etienne, la nostra guida.

 

Sarà lui ad accompagnarci tutto il giorno in giro per la città.

Avana

Cominciamo dalla “Habana Vieja”.

Dopo qualche passo siamo già fermi « Ciao Etienne », altri due passi, « Hola Etienne », al suo passaggio la gente sorride si ferma a salutarlo. In quel momento penso che, se continuiamo cosi, ci vorrà una settimana solo per visitare il quartiere.

Avana

Avana

Stan ha sulle spalle un pesantissimo zaino pieno di obiettivi e macchine fotografiche. La fotografia è una delle sue passioni. A dire il vero, anche io ho al collo il mio “Nikon”, solo che... accidenti, mi sono dimenticata la batteria in camera. Il mio compagno mi guarda divertito; ci organizzeremo in questo modo: lui farà le fotografie, mentre io mi concentrerò su tutte le domande da porre all'accompagnatore turistico. 

Iniziamo dunque col conoscere la guida, in fondo rimarrà assieme a noi per i prossimi due giorni.

Cercherà di venderci sigari contraffatti? Ci chiederà qualche spicciolo per ogni informazione? Sono scettica. Forse ci porterà in qualche vicolo buio nei quartieri malfamati, ci tramortirà e ci deruberà senza nessuno scrupolo. 

Sinceramente, mi sembra un ragazzo serio, però non si sa mai...

Non mi sembra di aver mai sentito un cubano chiamarsi Etienne, magari è un nome falso... rido dei miei pensieri surrealisti.

Inizia l’inquisizione, non gli lascerò via di scampo.

Etienne risponde cortesemente a tutte le mie domande. Dopo gli studi di ingegneria, ha svolto per anni il suo lavoro alle dipendenze dello Stato (primo datore di lavoro sull’isola per molti cubani). Tutt’ora impiegato nel settore pubblico, fa parte dello staff di « Eco Tours » e in collaborazione con le agenzie di viaggio, si occupa di far conoscere ai turisti la storia del suo paese.

Per quanto mi riguarda, ciò che mi interessa, non è il racconto in ordine cronologico della « Rivoluzione » o il nome di tutte le splendide chiese che riempiono l’isola. Vorrei scoprire un'altra sfaccettatura della storia cubana: quella della sua gente!

Habanero!

Quanto guadagna mensilmente un cubano?

Etienne risponde all’ennesima domanda:

« Vuoi sapere la media mensile? Circa 13 CUC ».

Lo guardo smarrita, come si può vivere con così poco? Come nutrirsi, come avere una vita dignitosa, malgrado un salario così misero?

« Vieni con me, voglio farti vedere qualcosa ».

Negozio statale

Entriamo in una « bodega » il negozio statale. 

Un bancone, una vecchia bilancia, qualche scaffale.

Al nostro ingresso, un uomo ancora assonnato si alza in piedi. Ho paura di disturbare, il negozio è vuoto.

Etienne prende la « libreta » ed inizia a spiegarmi: 

« Simbolo dell’uguaglianza comunista, il libretto degli approvvigionamenti è un sistema di razionamento delle provviste, distribuito a tutte le famiglie cubane. Voluto da Fidel Castro, e tutt’ora gestito dal governo, permette di ottenere prodotti di prima necessità ad un prezzo simbolico. 

• Olio : 1/2 litro al mese per persona 

Zucchero : 6 libbre mese/pers.

 Riso : 5 libbre mese/pers.

 Latte: 1 litro  per ogni bambino al di sotto dei 6 anni

 E così via... fagioli, caffè, pollo, pane."

La quantità non soddisfa certamente il fabbisogno mensile del popolo cubano. Stan scatta qualche foto, ho bisogno di prove, di sapere che il mio non è un brutto sogno, una finzione, una semplice « chiacchiera », una leggenda inventata per impietosire i turisti.

Ho davanti ai miei occhi la nuda, cruda... realtà.

Negozio statale

In seguito, Etienne ci farà visitare tutta la città... il Capitolio, piazza della Rivoluzione, il Malecon, Playa dell’Este. Mi insegnerà i passi base della « Salsa ». Ci presenterà l’ex Guardia del Corpo di Fidel Castro, un omone corpulento che dopo 25 anni di servizio e la scomparsa del « Rivoluzionario » è rimasto senza lavoro. L’ultima tappa ci porterà all’interno dello storico « edificio Bacardi ». In un ufficio al secondo piano, faremo la conoscenza di tutto il gruppo che ha organizzato il nostro viaggio. Recupereremo i vouchers, gli indirizzi, numeri di telefono, ma soprattutto conosceremo Ivan che ci accompagnerà all’aeroporto per recuperare le nostre valigie.

Avana

LA GUARIDA

Diventato famoso per aver ospitato nel 1993 il set del film « Fresa y Chocolate », la Guarida è indubbiamente il « Paladar » (ristorante privato) più celebre ed esclusivo dell’Avana. 

Frequentato da vip internazionali, le recensioni sulla Guarida si sprecano: Trip Advisor, le Routard, tutti ne parlano.

Ma che cosa rende così speciale il Paladar?

Vittima del suo successo...

Un mese prima della partenza, dopo aver letto numerose recensioni positive su Trip Advisor, visito il sito ufficiale e decido di prenotare via email.

L’unica richiesta mirata è un tavolo sul terrazzo per poter fumare tranquillamente. Ah i vizi...

La risposta immediata è accompagnata da un vademecum che leggo attentamente: 

Gentile signora,

 La sua prenotazione è stata confermata per il giorno 6 febbraio alle ore 21:00 

Tuttavia necessita di un’ulteriore conferma telefonica il giorno antecedente o la stessa verrà cancellata.

La prenotazione è valida con una tolleranza fino a 15 minuti dopo l’orario prefissato, dopodiché il tavolo potrà essere assegnato ad altri clienti.

Le ricordiamo che il tavolo rimarrà a disposizione del cliente per una durata massima di due ore.

 Riassunto dell’epopea vissuta in loco: Ho appena recuperato le valigie all’aeroporto. Sono le 20:40.

Mi rimangono 20 minuti per salire le 3 rampe di scale (con una valigia di 22 kg.), prepararmi, chiamare un taxi, ed arrivare al ristorante più «chic» della città.

Non ho il tempo di truccarmi nè di scegliere il vestito adatto: ne prendo uno al volo. Devo infilare le scarpe e scendere di corsa... Disfo in fretta la valigia buttando in aria tutto ciò che mi capita per le mani. La stanza è oramai più incasinata di Beirut durante i bombardamenti. Dove accidenti ho messo l’altra scarpa? Ora ricordo, l’ho tirata fuori dalla valigia prima di partire, volevo mostrarla ad un’amica... tic tac tic tac...mi viene da piangere nel vedere ciò che mi resta nella borsa di plastica accanto al letto: un paio di infradito da spiaggia! Ma oramai non c è più tempo...

L’edificio che ospita la Guarida, originariamente noto come « Mansion Camagüey » è un vecchio palazzo borghese di stile barocco, decadente. Vi si entra attraverso una grande porta in legno. La prima scalinata di marmo è imponente e mi lascia a bocca aperta. Un maestoso dipinto sulla destra ritrae il volto di Camilo Cienfuegos.

La "Guarida"

Mentre salgo la seconda scalinata mi ritengo « quasi » fortunata di indossare un paio di ciabattine bianche.
Appena varco la soglia del famoso ristorante ricordo immediatamente che « Madonna » ha festeggiato qui il suo compleanno. Già, proprio qui. Visto l’andazzo, ed il dress code imposto, se non mi sbattono fuori appena mi vedono, minimo incontro Brad Pitt seduto al tavolo di fronte.« Signore, ti prego... aiutami, fai in modo che ci sia una panne di corrente! ».
 

Una hostess ci accoglie a l’entrata del Paladar. Solo dopo aver verificato la prenotazione, ci propone di prendere un aperitivo al bar lounge che si trova nel terrazzo al piano superiore.

Vi si accede mediante una piccolissima scala a chiocciola. 

La vista da quassù è spettacolare... ai confini del cielo. L’Avana ai nostri piedi.

Ordiniamo due mojito: non abbiamo nemmeno il tempo di brindare che un’elegante signorina ci informa che il nostro tavolo è pronto. Dobbiamo scendere. Ripercorrendo lo stretto corridoio, noto sulla sinistra un terrazzo con dei tavoli apparecchiati. Fa molto caldo. Il cameriere non si ferma. Ci fa strada attraverso una sala, l’arredamento ricco di storia mi ricorda « Central Perk » Le luci sono soffuse. Ancora un passo, forse due...fisso sbalordita il minuscolo Balcone. Nel mezzo un unico tavolo ricoperto da un’elegante tovaglia bianca, le posate d’argento, le candele accese, uno sfondo di musica jazz... L’atmosfera è surreale, tutto è deliziosamente perfetto!

La "Guarida"

La mia opinione:

Nonostante la location sia atipica e suggestiva ed il personale degno di un ristorante gastronomico europeo, il cibo non è all’altezza della cornice.

Le carte di credito non vengono accettate. 

Passateci per un aperitivo, e cenate altrove!

 

 

AVANA - LAS TERRAZAS

(75 Km. Tempo di percorrenza stimato 1 h 1 min.)

 

 Il 9 febbraio partiamo per la zona occidentale di Cuba. 

La valle di Viñales, in provincia di Pinar del Rio, è caratterizzata dalle alte colline calcaree chiamate « Mogotes » che emergono dalla pianura.

Le Mogotes sono il frutto di una lenta erosione e devono la loro esistenza al crollo delle grotte scavate dall'acqua. 

Nella valle, vi sono ampie coltivazioni di tabacco, canna da zucchero, alberi d’arancio e buganvillee.

La valle di Viñales con le sue tipiche casette colorate e i suoi paesaggi mozzafiato, è stata inserita nel 1999 nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Viñales

Subito dopo aver recuperato la nostra autovettura a noleggio, l’unica indicazione concreta che abbiamo è di svoltare a destra al primo semaforo. 

Sono seduta accanto a Stan che è alla guida. In mano ho una serie di fogli preparati dall’agenzia con l’itinerario da seguire. 

Sembra una specie di GPS scritto. Inizio a leggere attentamente :  

«Prendere la direzione del Malecon, proseguire 7 km. verso ovest, attraversare il tunnel della 5 Avenida. Percorrere i 5 km. della 5 strada. Prima rotonda gira e continua dritto... 500 metri altra rotonda, gira e continua dritto: una chiesa a destra poi un Hôtel ed il Palazzo dei Congressi. Svolta a destra dopo due km. Rotonda. Gira a destra. 7 o 8 km. trovi l’autostrada».

(Ho appositamente copiato il testo originale per farvi capire ciò che custodivo preziosamente in mano). 

Ricapitolando: fino all’hotel tutto scorre liscio, ma trovare il palazzo dei congressi diventa epico. 

Decidiamo di fermarci per chiedere informazioni ai passanti. Il primo ci fa fare inversione, torniamo al punto di partenza. Il secondo ci manda a destra, il terzo a sinistra, il quarto di nuovo a destra ...avanti e indietro. Il corso di “Salsa” stradale, dura circa un’ora, oramai conosco tutte le stradine e le rotonde della zona.

Guardo il foglio smarrita. Mi chiedo se l’agenzia, non abbia erroneamente stampato la mappa di Cristoforo Colombo, che si proponeva di raggiungere l’oriente dirigendosi verso occidente.

Santa pazienza, che senso ha studiare la storia di Colombo e delle caravelle a scuola? Non sarebbe più utile conoscere la collocazione di tutti i palazzi dei congressi del mondo?

La dura realtà è che ci siamo persi.. Se Colombo per ricevere un'accoglienza trionfale, necessitò di quattro spedizioni, noi eravamo ancora alla prima. Girovagando nella speranza di « scoprire » il Palazzo, l’unica certezza che avevamo era quella di essere ancora a Cuba.

Sono quasi le 9:00 quando, oltrepassato l’ormai famoso « Palacio de Convenciones », imbocchiamo l’autostrada. « Siamo salvi !!!».

La nostra prossima fermata sarà nella pittoresca località « Las Terrazas ». L’ecovillaggio, oggi riserva della biosfera protetta dall’Unesco, è un luogo perfetto per stare a contatto con la natura. Il nostro programma include passeggiate sulle rive del lago, visita di una piantagione e degustazione di caffè « da Maria ». 

Non so se abbiamo perso più tempo nell’evitare le buche o nel frenare cercando di evitare ostacoli di ogni genere.

Percorrendo i primi 50 metri dell’autostrada, ho avuto l’impressione di essere su una banale carreggiata a due corsie. Impressione svanita nel momento in cui il primo carro trainato da cavalli ha fatto la sua comparsa...

Autostrada

Mi son dovuta pizzicare più volte per accertarmi di essere veramente sveglia.

Pedoni, ciclisti, cavalli, auto d’epoca riciclate in taxi, trattori, credo di aver visto anche un gallo e un bue. 

Austostrada

Autostrada

Sgrano gli occhi quando in lontananza mi par di vedere dei pedoni che traversano tranquillamente la corsia di sorpasso. Decine di persone sostano sotto il ponte del cavalcavia. Ci sarà un hotspot Wi-Fi nel bel mezzo dell’autostrada. 

Inizio fortemente a dubitare della mia stabilità mentale... 

« Devo essermi presa un‘ insolazione »

Dovrei chiedere a Stan di fermarsi all’ombra accanto a tutta quella gente, « dev’essere un riparo d’urgenza atto a proteggere dal sole i turisti oramai in preda ad allucinazioni ». 

In seguito ho scoperto che sotto l’enorme « pensilina » si trova la fermata della

« Guagua » la loro « corriera ». 

Spulcio il foglio che contino a tenere in mano, vediamo cosa c’è scritto...

 « Al km. 52 un giretto a destra 5 km a sinistra l’entrata del parco. » 

Ah ah ah rileggo, un giretto a destra? Oppure un giretto e poi svolti a destra per 5 km, o ti fai un giretto per l’autostrada, magari ti bevi anche due Mojito e poi svolti a destra... 

Siamo esattamente al km. 52 e non c’è nessuna uscita. Forse dovremmo continuare, suppongo che i Cubani non siano precisi come gli svizzeri. Stan rallenta (si ferma). Sulla destra in effetti c’è una minuscola stradina di terra battuta. Oddio, un miraggio, un cartello indica: « Las Terrazas ». 

Infradito ai piedi, 30 gradi, appena arriverò « da Maria » mi berrò un bel caffè freddo, anzi, gelato! Non vedo l’ora di arrivare al parco.

Las Terrazas

Il parcheggio è pieno di turisti che scendono dagli autobus, mi aspettavo qualcosa di diverso, di meno affollato, ma non possiamo più tornare indietro, Eliza ci sta aspettando... 

Eliza è una bella cubana di circa trent’anni. Nonostante il caldo, indossa un paio di scarpe da ginnastica ed una felpa a maniche lunghe. Mi guarda i piedi stupita...

La nostra guida è un’ex insegnante di francese, “convertita”( che ha cambiato professione!) in guida turistica: anche lei è alle dipendenze del governo.

 « Vi offro da bere » dice indicandoci una pagoda.

Ottima idea, dobbiamo idratarci, il programma include una passeggiata alla « Serafina » alle rovine di un Cafetal francese del XlX secolo, in una delle prime piantagioni di caffè di tutti i Caraibi. 

Al solo pensiero mi sento stanca. Rassegnata infilo le scarpe da ginnastica.

Arrivati alla pagoda, noto che tutti hanno in mano dei succhi di frutta, l’orchestra suona « Despasito » la gente è allegra.

Il sentiero della « Serafina » è un circuito di 7 km.  

Guardo Stan terrorizzata. Ordino due cocktail superalcolici, ho bisogno di qualcosa di forte per affrontare la situazione con coraggio e mettere le cose in chiaro: Non ho nessuna intenzione di percorrere quel ripido sentiero. Sono arrivata qui per rilassarmi, per bere un caffè da tale « Maria ».

Non riuscirò mai a fare come gli altri, l’ultima volta che ho fatto sport, è stato quando mi è squillato il telefono fisso e ho corso dalla cucina al soggiorno per poter rispondere a tempo. Rendo l’idea?

Eliza ride, è una ragazza solidale. Mi propone una passeggiata di 3 km. e poi andremo a pranzo al « Buenavista ».

Las Terrazas

Eliza non toglie la felpa, odia l’abbronzatura. La sua pelle ha il colore che noi europee vorremmo avere al ritorno da un viaggio ai Caraibi... dorata.  

Per le donne cubane, la pelle nera ricorda le origini degli schiavi dalla costa occidentale dell'Africa. Eliza vuole rimanere chiara. È pronta a sopportare il caldo piuttosto che abbronzarsi. Si stima che tra 700.000 e 1.300.000 africani arrivarono a Cuba durante il periodo della tratta degli schiavi. La struttura genetica dell'attuale popolazione dell'isola è il risultato non solo della storia, ma di diverse miscele tra amerindi, europei e africani. Oggi, il censimento cubano classifica la popolazione dell'isola in tre categorie: bianchi, mulatti e neri. 

Eliza mi parla della comunità, della solidarietà che c’è tra la gente, della sanità, degli ospedali...

Se ti rompi una gamba, devono cercare qualcuno che possieda un’auto e che ti accompagni all’ospedale. « Ma non ci sono ambulanze? » chiedo perplessa, « Certo che ce ne sono, poche ma ci sono, se ne trovano una libera te la mandano, ma l’ospedale è lontano... ». Devo stare attenta a dove metto i piedi!

Sulla terrazza del ristorante il nostro tavolo è già pronto. 

Las Terrazas Ristorante "Buenavista"

Chissà perché quando sono in vacanza ho sempre l’impressione di sembrare una zingara, chissà che idea si sarà fatta. Apro Facebook e le mostro le mie fotografie.

« Sei tu? » esclama ridendo. Seduta di fronte a lei, senza trucco ho i capelli in disordine legati con un mollettone. Non mi sarei riconosciuta nemmeno io guardando quelle foto. Scoppiamo a ridere, lei mi prende un po’ in giro e la cosa mi diverte, sembriamo amiche di vecchia data. All’improvviso affiorano vecchi ricordi della mia infanzia.

Quando ero bambina, internet non esisteva. Le mie amichette ogni tanto potevano venire a casa mia dopo aver fatto i compiti. Giocavamo a marra, a nascondino, a uno – due - tre - stella. A volte, quando c’erano i maschietti, costruivamo fionde con dei pezzi di legno e poi muniti di sassi, cercavamo di far cadere la frutta dagli alberi. 

Se prendevo un brutto voto, non venivo privata del dessert a fine pasto. Il dolce allora era riservato esclusivamente ai giorni di festa. Ad ogni marachella, non mi veniva tolto il tablet ma mi veniva proibita la cosa a cui tenevo di più: non potevo più giocare fuori!

Nelle ore trascorse assieme ad Eliza, ho ritrovato la spensieratezza di quando ero bambina.

I bambini non hanno nessun tipo di pregiudizio, tra di loro non ci sono procedure da seguire, raccontano tutto ai loro compagni senza pensare ad eventuali conseguenze. È ciò che ho fatto oggi mostrando ad una sconosciuta una parte di me che pochi conoscono. Ho passato una giornata meravigliosa, ho imparato molto... Prendo in mano il cellulare sorridendo, pur non essendo collegata ad internet so che oggi ho fatto la mia « condivisione » più bella, qui, nel mezzo di una valle senza « rete ».

Senza nulla togliere alla « Serafina » oggi assieme alla mia guida ho percorso un cammino molto più importante di un impervio sentiero dissestato.  

Eliza ha saputo guidarmi all’interno del « mio io » del mio essere, della mia anima e probabilmente anche della sua.

LAS TERRAZAS - VIÑALES

(117 Km. Tempo di percorrenza stimato 1 h 39 min.)

Sono le 16:00 dobbiamo percorrere ancora cento chilometri. per arrivare alla prossima destinazione: Viñales.  
Sfoglio velocemente il foglietto gps « Riprendere l’autostrada e proseguire fino al km.139 ». Mancano esattamente 35 chilometri. 

Usciti dall’autostrada, accendo la radio. La frequenza va e viene, c’è uno strano rumore...  « troppo rumore » sottolinea Stan guardandomi. 

Del fumo nero esce dalla marmitta dell’auto che ci precede, non si vede granché. L’auto accelera, il rumore aumenta. Stan alza la voce: « Spegni la radio, qui l’antenna non prende. »  

Sarà un disturbo dovuto alle interferenze tra i vari segnali, o forse l’aria condizionata... inizio a girare tutte le manopole.... Tatatataratata bambambambam, il volante inizia a vibrare. La strada è piena di curve, non possiamo fermarci.

La nostra macchina a noleggio!

Stan non smette di ridere: « Secondo me si è rotto il cambio »... ah ah ah divertente davvero, se io inizio a trepidare, lui non sembra per nulla preoccupato. 
Ci mancava solo un guasto alla macchina, quale altro castigo dovrò subire? Tramutazione dell’acqua in sangue? Invasione di cavallette? Al posto di un viaggio a Cuba, avrei dovuto scegliere un pacchetto vacanze a Lourdes con sistemazione in albergo 4 stelle, visita della grotta e immersione di due ore nell’acqua santa, sperando non evaporasse anch’essa alla prima bracciata. 

Il nostro ingresso a Viñales, con tutto quel fracasso, non passa di certo inosservato. Ancor prima di aver raggiunto la nostra prossima « casa particular » siamo già diventati famosi in tutto il villaggio. 

Martha e Daniel oltre ad essere una splendida coppia di cinquantenni, sono i proprietari di una deliziosa casetta verde.

Casa particular Matha e Daniel

I pilastri hanno lo stesso colore dei vasi di fiori; dietro le persiane di legno bianco non c’è nessuna finestra. 

Martha ha saputo subito mettermi a mio agio: « Mi casa es tu casa ». 

Anche Daniel ci ha riconosciuto immediatamente. Era fermo alla stazione di benzina quando siamo passati. Ovviamente, prima di noi, ha riconosciuto l’auto parcheggiata all’interno della sua proprietà.

Dopo aver fatto conoscenza con tutta la famiglia ed il cane, noto che un piccolo comitato si è formato in giardino. Guardo stupefatta ciò che sta accadendo: il cofano della nostra macchina è aperto, non riesco a contare le teste chine sul motore, ma sento le loro voci. Ognuno dei presenti dice la sua: è la frizione, è la biella, è lo Spirito Santo! 

Se i pareri sono diversi, la sentenza è unanime: la macchina dev’essere sostituita. 

A Cuba, il numero di auto da noleggio è inferiore alla richiesta, in caso di  
« panne » è difficile poterla sostituire immediatamente. 

In quel momento penso che passeremo il resto delle vacanze a Viñales 

Stan è più ottimista. La nostra assicurazione viaggi copre le spese aggiuntive; prenderemo un taxi.  

Seduta sul terrazzo, un rumore mi distrae, « toc toc toc toc ». La polvere si alza al passaggio di un uomo a cavallo. Ha un cappello da cowboy, indossa un paio di stivali, ha un sigaro in bocca. In che anno siamo? Ho l’impressione di essere stata catapultata in un’altra epoca, in un’altra vita.

Viñales e i suoi rumori...

I Cubani ed il Domino! (foto scattata a Viñales)

Prima della cena prevista per le 20, abbiamo già fatto la conoscenza di tutti i vicini e dei parenti fino alla settima generazione. Appena arrivo al patio, noto che il tavolo allestito di tutto punto, trabocca di vassoi disposti tutt'intorno a due unici piatti. 

« Accomodatevi! »... Martha mi passa vicino sorridendo, indossa un magnifico abito lungo. Sta per scoppiare a ridere nel vedere la mia faccia stranita. 

Mentre continuo a fissare i due piatti vuoti, tutta la famiglia prende posto accanto a noi. Ognuno di loro si servirà dai vassoi posti in centro, attingendovi liberamente con le mani. 

Finita la cena, mentre le donne rassettano la cucina, Daniel va a prendere il gioco del « Domino ». 

Il «  Domino » a Cuba è considerato uno « sport nazionale », i Cubani giocano costantemente e ovunque. 

Tra risate generali e spiegazioni varie, scegliamo dieci tessere ciascuno, ed iniziamo la prima partita.

Dopo qualche giro di prova, e qualche sgarro, Martha ci propone un’ultima partita. Giocheremo a coppie: chi perde pagherà da bere! 

Ciò che la nostra famiglia ospitante ignora, è che prima della nostra partenza, io ed il mio compagno ci siamo allenati per giorni. Studiando le regole abbiamo capito che il gioco non si limita al semplice allineamento delle tessere, ma necessita di strategie e soprattutto di un’ottima memoria. 

 Ah caro Daniel, non sapremo mai il prezzo dell’ottima piña colada che ci hai servito... domani se vuoi, ti insegneremo a giocare, ma ora, a nanna!

Iran 

Se c’è un luogo al mondo, in cui il tempo non è scandito dal ticchettio dell’orologio ma dagli zoccoli dei cavalli, si tratta di Viñales. Nonostante il programma del giorno sia molto denso, nessuno sembra aver fretta...  

Dopo aver fatto colazione, aspettiamo l’arrivo di Iran, una delle guide del parco nazionale di Viñales, e del nostro taxi: una fiammante « Muscvitch » rossa.

 

Taxi

Interno Taxi

La prima fermata sarà una visita ai « campesinos », una comunità di  contadini e produttori artigianali. 

Al nostro arrivo un artista è intento a trasformare le radici degli alberi in enormi sculture disseminate un po’ ovunque, ma ciò che mi impressiona maggiormente è la pagoda che noto in lontananza. L’imponente struttura, tutta lavorata in legno, sta per essere completata e tra qualche mese accoglierà i turisti nelle due camere al piano superiore.

Sculture

La ricchezza della flora e della fauna all’interno del giardino botanico privato, è spettacolare e si caratterizza non solo per la varietà delle specie, bensì per essere endemica. Sui rami degli alberi, i piccolissimi colibrì si posano accanto al              « tocororo » l’uccello più rappresentativo dell’isola. Il colore del suo piumaggio è lo stesso della bandiera cubana : rosso, azzurro, e bianco.

La mimosa pudica, è una pianta con una caratteristica molto particolare: ha la capacità di rispondere a stimoli tattili con una contrazione immediata delle foglie.

La valle delle « Dos hermanas » 

Dopo aver pranzato da « Ana » , una contadina che offre ospitalità in una casetta in mezzo alla valle, faremo visita al murales della preistoria, uno degli affreschi più mastodontici del mondo. 

Il dipinto, realizzato sul Mogotes « delle due sorelle » dall’artista cubano Leoviglio Gonzales, ha un’altezza di 120 metri ed una lunghezza di 189. 

L’opera rappresenta il processo evolutivo degli uomini e degli animali.

Murale della preistoria

Alle 14 ci aspetterà una sorpresa sulla piazzetta del centro: la consegna della nuova auto a noleggio. L’entusiasmo di Iran, Daniel, e del nostro tassista, mi fa talmente emozionare che per un attimo immagino che la consegna delle chiavi venga effettuata dal sindaco con tanto di banda e majorettes!

LA PIANTAGIONE DI TABACCO 

Cuba è il paese del sigaro per eccellenza. 

La provincia di Pinar del Rio, e principalmente la valle di Viñales, possiedono le migliori piantagioni di tabacco di tutta l’isola. In questo territorio si raccolgono le foglie più pregiate dei sigari cubani. La raccolta inizia il mese di marzo e viene fatta completamente a mano e in più riprese. 

La prima ad essere effettuata è quella delle foglie più piccole che si trovano alla base della pianta (Mañanita). Saranno destinate alla fabbricazione di mini sigari cubani. La seconda raccolta, avverrà una settimana dopo, e sarà quella delle foglie appena sopra la base della pianta (Libre de pie). 

 A qualche giorno d’intervallo, seguiranno quelle del mezzo (Uno y medio) e quelle dell’apice (Corona). 

Le foglie appena raccolte, verranno portate alla « casa de tabaco ».  

Legate a mazzetti e attraversate da un filo, saranno poi sospese su dei pali ad essiccare. Terminato il processo di essiccazione che durerà due mesi, saranno spedite in grandi casse di legno alla fabbrica che effettuerà le ultime operazioni di fermentazione, fumigazione, dosaggio e arrotolamento.

Viñales

Durante l’organizzazione del mio viaggio, le scelte da fare non riguardavano soltanto i luoghi da visitare, ma anche i mezzi di trasporto da utilizzare durante le escursioni.   

Per disintossicarsi dallo stress e riassaporare il piacere di un rapporto più intimo e diretto con la natura, l’agenzia proponeva diverse opzioni: a piedi, a cavallo, in bicicletta. 

Dopo una lunga riflessione (circa cinque secondi) ho scelto quella che mi sembrava più adeguata per raggiungere la piantagione « sana e salva ». 

Difficilmente riuscirò a dimenticare la faccia di Stan quando ho interrotto la seduta fotografica dei due buoi, spiegandogli che avrebbe potuto riprendere solo dopo aver preso posto sul carretto... 

Stan siede sull’asse di legno accanto al conducente, mentre io mi installo confortevolmente accanto ad Iran, in una delle sedie fissate con una fune nella parte posteriore del carro. 

Un mezzo di trasporto atipico!

Sotto il sole cocente, i bovini avanzano lentamente. Ammiro il paesaggio, e penso che da quando sono arrivata sull’isola, non ho ancora mangiato carne di manzo. 

In tutta l’isola è severamente vietato e punibile uccidere una mucca. I bovini appartengono al governo e sono tutti marchiati a fuoco. La loro carne è esclusivamente riservata al consumo turistico e ai negozi statali. La vendita privata è proibita. 

Penso al supermercato che frequento settimanalmente, a tutte le banalità che compro, a tutto ciò che butto nell’immondizia, ai cassonetti di riciclaggio che permettono di alleviare i sensi di colpa quando compro qualcosa di nuovo. 

Mi chiedo se chi ha tutto facilmente sia davvero più fortunato di chi non può permettersi carne bovina e dispone di un solo litro di latte al mese. Esiste una via di mezzo tra due paesi agli antipodi? 

Iran mi chiama riportandomi alla realtà, siamo giunti alla piantagione.  

La « finca tabaquera » di Alexis e Nerys si trova nella valle « del silenzio ».

Valle del Silenzio

Nerys con i suoi baffi ed i suoi occhi scuri, incarna perfettamente il « veguero » che mi ero immaginata.

Nerys

La piantagione di Alexi e Nerys

Le piante di tabacco sono già molto alte in questo periodo, le foglie verdissime contrastano con il rosso della terra. Tra qualche settimana inizierà il raccolto. 

Dopo aver assimilato le varie fasi della lavorazione, passiamo alla dimostrazione della fabbricazione di un « Habano », un procedimento artigianale lungo e affascinante. 

Fabbricazione di un sigaro

Il sigaro viene prodotto assemblando tre diverse qualità di foglie nei principali costituenti: fascia (capa), sottofascia (capote) e ripieno (tripa).  

La leggenda narra che i « Puros » vengano arrotolati sulle cosce di belle vergini cubane... NON È VERO! 

Il nostro « Veguero » tramutatosi in « Torceador » fabbricherà manualmente su una tavoletta i sigari che proveremo. 

Tengo il sigaro in bocca ed aspiro, inalo come stessi fumando una normale sigaretta... inizio a tossire. Prendo il bicchiere che ho davanti e bevo d’un fiato, è rhum... 

Mi bruciano il palato e le narici... Come fanno i Cubani a sostenere che sia un momento di relax? Per poco non muoio! Da quando sono sbarcata sull’isola ho provato di tutto, rhum, piña colada, mojito, daiquiri. Quanti giorni mancano al rientro? Se continuo così finirò in un gruppo di recupero di alcolisti anonimi... mi gira la testa, datemi dell’acqua, devo trovare la forza per risalire sul carretto!

L’ARAGOSTA

Aragosta

Cuba è il paese dell’aragosta; cucinata in mille modi, viene servita ovunque. Il prezzo varia a seconda della stagione e del ristorante. (dai 12 ai 20 CUC).

Aragosta

 È l’ultima serata che passeremo a casa di Martha. 

Dopo essere rientrati dalla piantagione, ci siamo ritrovati tutti nel patio, Iran è rimasto con noi. 

Abbiamo parlato di tutto: di Cuba, dell’Europa, del mio aspirapolvere robot... 

Fanno fatica a credere che la tecnologia sia così all’avanguardia. Daniel pensa che Martha sarebbe felicissima di possederne uno. Gli spiego che un aspirapolvere automatizzato ha più difetti che pregi. Per pulire qualche metro quadro, si sposta avanti e indietro per un’ora, sempre che non si incastri prima sotto a qualche mobile: in quel caso si ferma e si spegne. 

« Credo di aver capito » dice Daniel, «  è un’inutile perdita di tempo  
quell’aggeggio ». Ha perfettamente ragione! 

Mentre rido prendo lo smartphone e nella lista delle cose importanti da fare al rientro aggiungo una nota: « comprare una scopa! ».

Mi guardo attorno, vorrei imprimere nella mia mente tutto ciò che mi circonda.

Il giardino è curato, le orchidee sospese agli alberi sono in fiore.

Il giardino di Martha!

Si respira serenità, mi sento a casa, ripenso alle mia famiglia, alle mie origini. A migliaia di chilometri. di distanza per l’ennesima volta riscopro i valori delle piccole cose, penso ai miei figli, mi mancano davvero tanto, non vedo l’ora di rivederli! 

Un profumo di crostacei si sparge nell’aria... è tardi e la cena è quasi pronta, corro a prepararmi prima di raggiungere nuovamente il patio. 

« Sbrigati o faremo tardi, sono quasi le 20 », Stan continua a mettermi fretta ed io cerco di farlo pazientare... 

« Guarda che l’ aragosta è già cotta, non c’è nessun rischio che raggiunga l’oceano e si ributti dentro se arriviamo con 10 minuti di ritardo! ». 

« Vuoi che ti presti un phon? » 

Esclama Martha guardando i miei capelli ancora bagnati gocciolare lungo la schiena. 

Le spiego, che per asciugarli ci vuole molto tempo, e che la presa da 110V rallenta il phon. « Ho anche la « piastra » a vapore con trattamento alla cheratina, ma .. » non faccio in tempo a terminare la frase... 

“Vieni qui che te li asciugo e li sistemiamo. Hai una piastra a vaporeeeeee?” 

Poco dopo, io e tutte le donne presenti ci raggruppiamo, alternandoci per « stirare » l’una i capelli dell’altra. 

Stan e Daniel si guardano rassegnati, non sanno a che ora si cenerà, l’unica certezza che sembrano avere, è che le donne rimangono tali e si assomigliano in ogni paese del mondo!

VIÑALES - PENISOLA DI ZAPATA

(355 Km. Tempo di percorrenza stimato : 4h20 min.)

A sud di Cuba, nel mar dei Caraibi, la penisola di Zapata fa parte della provincia di Matanzas. 

La penisola è una vasta zona paludosa, riserva naturale, paradiso ornitologico, habitat del coccodrillo cubano che qui « è di casa ». 

Meno comuni i porci, nonostante abbiano dato il nome alla baia tristemente conosciuta, dove ebbe luogo lo sbarco degli oppositori della rivoluzione cubana, con l’aiuto materiale della CIA, nel tentativo di rovesciare il regime « castrista » il 1 aprile 1961. 

La baia dei porci (Playa Girón) oltre ad essere nota  per la sua storia, lo è anche per le spiagge, cricche e piscine naturali, che rendono la regione un paradiso per i sub. 

Curiosità: ogni anno un fenomeno naturale ed insolito si verifica tra Playa Larga e Playa Girón : la migrazione dei granchi.

Tra aprile e luglio, dopo le prime piogge primaverili (quest’anno già in marzo) la strada viene invasa da migliaia di granchi che si dirigono verso il mare a deporre le uova. Lo spettacolo è sorprendente, ma rende il percorso in auto difficoltoso. Avviso ai turisti: attenzione ai pneumatici !!!

 

Migrazione dei granchi

Odio gli addii...

Di tutti gli incontri meravigliosi, il momento che temo di più è quello dei saluti.

Mentre salgo in macchina non voglio girarmi a salutare Martha che sta piangendo. So che non è un addio definitivo, un giorno tornerò a Viñales, in quella casa, in quella famiglia che ha rubato un pezzo del mio cuore.

La strada è lunga, dovremo fare molte ore di macchina per percorrere i 355 chilometri che ci separano da Zapata. Ci fermeremo più volte durante il tragitto. Costeggiando il Mar dei Caraibi mi vien voglia di infilare il costume da bagno e di tuffarmi in quelle acque così limpide che il colore del cielo vi si riflettete. Siamo quasi giunti a destinazione quando in lontananza, noto il cartello che indica una struttura con allevamento di coccodrilli.

Decidiamo di fermarci.

Non ho ancora aperto la portiera, quando una signora si avvicina informandomi che il parcheggio è a pagamento, sarà lei a custodire la vettura e i nostri bagagli appoggiati in bella vista sul sedile posteriore.

Strano.. mi guardo attorno, in un posto così isolato a parte l’attacco di un rettile, non credo sia così rischioso lasciare l’auto incustodita. A quel pensiero rabbrividisco: i coccodrilli sono liberi? Ho sentito che un turista una volta ha subito un attacco...

Ma perché voglio sempre andare in capo al mondo? Se me ne esco indenne l’anno prossimo andrò a Riccione, giuro!

Dopo aver pagato i dieci CUC d’entrata e uno di parcheggio, un signore ci accompagna all’interno dell’allevamento.

Dentro ad un recinto, sul piano di cemento, centinaia di coccodrilli sono divisi e classificati per età. 

Allevamento coccodrilli (Penisola di Zapata)

Gli anfibi oltre ad essere carnivori sono anche cannibali e si mangiano tra di loro.

Il traliccio delle recinzioni ha dei buchi che ci permettono di scattare qualche foto.

Allevamento coccodrilli (Penisola di Zapata)

Fisso i coccodrilli, alcuni hanno la bocca aperta, penso che abbiano così fame che aspettano che qualcosa cada loro direttamente in bocca...

Stringo lo smartphone con tutte le mie forze.

« Señorita, tranquilla! I coccodrilli sono animali a sangue freddo, la loro temperatura corporea varia a seconda dei fattori esterni. Quando escono dall’acqua e si riposano sulla riva tengono per un po’ la bocca aperta... è una tecnica di raffreddamento che permette l’evaporazione dell’umidità ».

« Si,si, va bene... ma cosa ne fate quando diventano adulti? »

« Li rilasciamo... questa è un'area protetta! ».

Se non avessi avuto un continuo tremolio alle mani, avrei aggiunto l’ennesima nota sul telefonino:

1) Al rientro iscriversi ad un corso di yoga.

2) Cercare su Google tutte le tecniche di respirazione che permettono di calmare istantaneamente...

Per ora non mi rimane che il training autogeno, ripeto ad alta voce il mio nuovo mantra: «Non devi aver paura, non ti faranno nulla, guarda quanto sono carini con quei musetti... pensa a tutte le meravigliose scarpe che verranno fabbricate con la loro pelle...».

Il mio potere di persuasione risulta essere talmente efficace che riesco a farmi scattare una foto con un coccodrillino sulle spalle. Non ero io me... perdonatemi! È una truffa turistica... da evitare!

Riprendiamo l’auto ed il nostro itinerario... un centinaio di metri più in là sulla strada che porta a Caleton, vedo un viso familiare.

« Ma non doveva sorvegliare l’auto quella lì ? »

« Avresti dovuto pagare all’uscita » ribatte Stan ridendo.

Quasi quasi le do una sportellata così impara... brutta ladra truffatrice!!!!

« Dimmi... manca ancora molto per arrivare a Playa Larga? »

Guardo Stan alla guida, la strada davanti a noi sembra infinita.

« Non so, mi sono dimenticato di azzerare il conta km. quando siamo partiti. Sei stanca? »

« No, ma mi scappa la pipì! » A Cuba per una « pausa alternativa » si va dietro gli arbusti, in mezzo alla natura...

« Ok, mi fermo, vai e sbrigati »

Grazie tesoro... ma per nulla al mondo mi infilerei in mezzo alle paludi, piuttosto la faccio nel portaoggetti! I coccodrilli per oggi rimarranno a digiuno!

Di buon umore e con la vescica piena, arriviamo a Playa Larga.

Playa Larga

Le leggendarie spiagge di Cuba con i loro suggestivi panorami, tra mare cristallino e sabbia bianchissima sono una delle mete più sognate al mondo...

Ma io, non ho scritto questo testo per farvi sognare!

Ok va bene... solo un po’.

Non voglio dilungarmi inutilmente...

Playa Larga è una bella spiaggia, ma se volete tuffarvi in un mare da sogno e fare snorkelling, fermatevi sulla strada che porta a Playa Girón.

Mar dei Caraibi

CALETON

Quando finalmente arriviamo a Caleton, dobbiamo ancora trovare la casa che l’agenzia ci ha prenotato per la notte.

Chiediamo ai passanti, ma nessuno sembra sapere dove si trovi la « Casita del porto ».

Le uniche informazioni che abbiamo racimolato sono le seguenti:

1. Questa sera c’è una festa nel villaggio.

2. Il gestore di uno dei bar di Playa Larga sarà presente perché ama ballare la Salsa.

3. È un ottimo ballerino.

4. Nella balera improvvisata c’è uno spot Wi-Fi.

 

Per deduzione logica, per raggiungere il porto bisogna prima trovare il mare...

Decidiamo dunque di abbandonare la strada principale e di dirigerci verso sinistra prendendo a caso una delle stradine laterali.

Quando arriviamo a destinazione rimango basita...

Caleton (piccola baia davanti alla nostra casa particular)

Baia Caleton

La casetta ha due camere indipendenti ed è situata di fronte ad una piccola baia.

Le barche colorate sono ormeggiate affianco del minuscolo pontile.

Ammiro il tramonto che si riflette sull’acqua.

La cena sarà servita sul terrazzo. La sera andremo alla festa del villaggio, e riusciremo FINALMENTE a scaricare MAPS.ME

Caleton

La Casita

La mia opinione:

Caleton è un piccolo villaggio di pescatori, avrei voluto soggiornarci per due notti. Non c’è molto da fare, ma è un posto magnifico per riposarsi.

A soli 200 metri dalla « Casita » si arriva sulla spiaggia.

Caleton

Caleton

Caleton

PLAYA LARGA - TRINIDAD

(197 km. di felicità)

Trinidad

Trinidad è situata al centro di Cuba, nella provincia di Santi Spiritus.

Fondata nel 1514 dal conquistatore spagnolo Diego Velázques de Cuéllar, la cittadina prospera grazie alla coltivazione della canna da zucchero.

Prima che le guerre d’indipendenza ne interrompessero brutalmente la produzione, un terzo dello zucchero cubano veniva prodotto qui, nella valle « de los Ingenios ».

La sua popolazione fu stimata nel 2005 a 51.994 abitanti.

Con la sua architettura coloniale, le stradine lastricate e le sue coloratissime case, il centro storico di Trinidad è stato iscritto nel 1998 nel patrimonio mondiale dell’Unesco.

Oggi Trinidad è uno dei luoghi turistici più visitato dell’isola.

Lasciandoci alle spalle Caleton, ho un pizzico di nostalgia.

All’alba sono uscita a fare una passeggiata sul lungomare, ho camminato a piedi nudi ammirando i colori del nuovo giorno. Ho respirato la brezza marina e mi sono lasciata cullare dal rumore delle onde che oltre alla riva infrangevano la mia anima. Che strana sensazione...

Tornando verso la casita ho visto che Stan non era lontano, mi seguiva discretamente. Entrambi volevamo approfittare di quegli ultimi istanti di pace prima che i rari turisti presenti si svegliassero. Non avevamo voglia di parlare, eppure in quel silenzio eravamo più vicini che mai.

Come tutte le città che hanno caratteristiche uniche, Trinidad è stata sicuramente la città che più mi incuriosiva.

Oggi non ho più quella fretta di arrivarci, voglio approfittare e godermi ogni momento di questo viaggio.

Adesso che siamo riusciti a scaricare l’applicazione satellitare, possiamo scegliere il percorso che più ci aggrada per raggiungere la nostra meta.

Decidiamo di costeggiare il mar dei Caraibi fino a Playa Girón.

Il mare è bellissimo in questa zona, il suo colore cambia continuamente accentuando sfumature che variano dall’azzurro chiaro al blu intenso.

Mar dei Caraibi

Mar dei Caraibi

Decine di palme dal tronco quasi liscio affiancano il bordo dell’unica strada.

Questa specie può raggiungere un’altezza di 25 metri, il suo portamento maestoso e l’elegante bellezza, giustificano il nome che porta: Palma reale. È l’albero nazionale di Cuba!

Mar dei Caraibi

Attraversando zone pianeggianti e aree più montuose ci avviciniamo a Trinidad.

Verso Trinidad

Trinidad

Casa Particular Trinidad

La nostra penultima casa ha uno stile coloniale, non ci si arriva proprio davanti con l’auto che è rimasta parcheggiata un po’ più in su.

I mercatini artigianali invadono le stradine. Nelle case, dietro alle inferriate che sostituiscono porte e finestre si intravedono le sedie a dondolo allineate, la gente vi si siede guardando telenovelas.

Trinidad è un must inevitabile... ma a dire il vero, è la città che mi è piaciuta meno. Piena di turisti...

Dopo aver fatto un giro, ci siamo allontanati dal centro storico per raggiungere la periferia. Un luogo altrettanto bello ma deserto.

Trinidad

Trinidad

Trinidad

Valle de Los Ingenios

Treno

Valle De Los Ingenios

TRINIDAD - CAIBARIEN

(184 km. Tempo di percorrenza stimato: 2h52 minuti)

Per la fine del nostro soggiorno direzione Cayo Santa Maria.

Il Cayo si trova al largo della costa Nord, nella provincia di Villa Clara, ed è collegato all’isola principale di Cuba da un ponte di 48 km.

Cayo Santa Maria, assieme a Cayo Las Brujas e Cayo Ensenachos fanno parte dell’arcipelago « Jardins del Rey ».

Dal 8 al 10 settembre 2017 l’uragano Irma colpisce violentemente la costa nord di Cuba, lasciando dietro a se innumerevoli ed importanti danni.

Tutte le infrastrutture dei Cayos vengono immediatamente chiuse. Il ponte è danneggiato in diversi punti e diventa impraticabile.

Oggi tutto è stato riaperto anche grazie ai dipendenti degli Hotel che hanno partecipato attivamente alle riparazioni e alla ripulitura delle strutture. L’unica traccia che rimane di « Irma » sono le decine di alberi sradicati ancora sdraiati dalla città di Remedios fino ai giardini dei bellissimi Hotel di Cayo Santa Maria.

Attraversando Cuba

Partendo da Trinidad per raggiungere Caibarien bisogna attraversare l’isola da Sud verso Nord e diversi itinerari sono possibili: Santa Clara, città conosciuta per i suoi monumenti emblematici della Rivoluzione e il mausoleo di Che Guevara.

Noi decidiamo di sfidare MAPS.Me che fino ad ora si è dimostrato efficace come qualsiasi altro navigatore. È stato lì che abbiamo vissuto la vera Cuba. Le strade dissestate dove la velocità non superava i 10 km/h, i paesaggi idilliaci, gli avvoltoi appostati sui campi, le riviere...

Paesaggi idilliaci del nostro percorso

Il nostro percorso...

Il nostro percorso...

Il nostro percorso

Ci è capitato di doverci fermare e di scendere dalla macchina prima di attraversare un ponte per accertarci che potesse sostenere il peso dell’auto ed il nostro!

Remedios

Caibarien

Caibarien

Quando siamo arrivati a Caibarien abbiamo restituito l’auto al noleggio a « Renta Car » e preso un taxi che ci ha accompagnato fino al nostro Hotel: Starfish Cayo Santa Maria.

Prima di ogni viaggio ho la brutta abitudine di sbirciare su YouTube l’hôtel che ci ospiterà.

Boh, bah... niente di straordinario. Sulle 5 stelle promesse, almeno due sono cadenti... « esprimi un desiderio o cambia Hotel » è questa la prima cosa che penso guardando le immagini.

Invece al mio arrivo, sono rimasta piacevolmente sorpresa, l’hotel risulta essere molto più carino di ciò che avevo visto in rete.

La spiaggia è stupenda, il mare bellissimo.

Cayo Santa Maria

Cayo Santa Maria

Cayo Santa Maria

Cayo Santa Maria

L’unica nota negativa è il buffet: le pietanze  sono poco curate e fredde.

C’è un secondo ristorante molto carino con un menù fisso ma bisogna riservare al mattino, non esitate!

CAYO SANTA MARIA - AVANA

(420 Km. Tempo stimato in autobus 7h)

Dopo aver approfittato del sole e del mare, è giunta l’ora di far ritorno all’Avana.

La domenica pomeriggio, davanti all’hotel, aspettiamo l’autobus che ci riporterà alla capitale. Il pullman è dotato di ogni confort, grandi sedili, aria condizionata, tv...

La toilette all’interno è chiusa. 

A Cuba (come nei paesi asiatici), è proibito buttare la carta igienica nel water. Se lo fate, si intasa tutto.

 

Arriveremo molto tardi all’Avana. L’indomani, per il nostro ultimo giorno, gironzoleremo nuovamente in giro per la città provando tutti i mezzi di trasporto atipici come il taxi cocco, il taxi bicicletta, e l’auto d’epoca decappottabile (il prezzo è trattabile ma la media per un’ora è di 30 CUC).

 

Avana "Floridita"

Havane

Avana

IL VIAGGIO DI RITORNO CON SWISS - EDELWEISS

Tre ore prima del decollo, arriviamo all’aeroporto dell’Avana.

Ho scelto la nostra compagnia nazionale per questo viaggio visto che, partendo da Ginevra, c’è un unico scalo a Zurigo.

Il volo da Zurigo è diretto fino all’Avana e viceversa per il volo ritorno che durerà 11 ore, due di meno che all’andata.

Giunti all’aeroporto, solo due sportelli sono aperti per il check-in.

400 persone in fila indiana aspettano il loro turno. Dopo un’attesa interminabile, tocca a noi... appoggiamo la prima valigia sul nastro e, mentre presentiamo i passaporti, l’ impiegato ci fa segno di appoggiare il secondo bagaglio.

Piccolo problema... le nostre valigie superano il peso massimo consentito da Edelweiss che è di 23 kg.

La bilancia in quel momento segna un chilo in più, penso che la prima sia già stata pesata.

Ci informano che Edelweiss fattura 120 Fr. supplementari a bagaglio.

Se vogliamo imbarcare, dobbiamo sborsare 240 Fr. e non c’è possibilità di poter pagare con Visa, ne con un’altra carta bancaria...

Per tre minuti, mi dico che dovrei aprire la valigia e buttare in faccia a quel « galantuomo » tutta la roba sporca che ho.

Sono veramente arrabbiata... ho diritto ad un bagaglio a mano di 5 kg. basterebbe spostare 1 kg. ma con tutta quella gente dietro, farei perdere loro un sacco di tempo.

È una questione di principio, SWISS è una compagnia "seria", prima ci perdono le valigie e adesso vogliono svaligiarci: non ci sto!

Getto sul bancone tutti i soldi che mi rimangono: 79 CUC.

Con un’aria maliziosa e rassegnata, l’impiegato mormora: « Ok... dammi 80 ».

Lo guardo in cagnesco. Stan inizia ad alzare la voce... se perdiamo il controllo finiremo i nostri giorni in una prigione di Stato.

Mi giro, chiederò a qualcuno l’opera pia del giorno... mendicherò 1 CUC, è l’unica soluzione.

« Señorita...va bene, metterò quel che manca di tasca mia. Passate pure! » mi fa l’occhiolino e saluta.

Arrivati a Ginevra, sono ancora arrabbiata. Spero che questa volta i nostri bagagli non si facciano attendere. Ohhhhh eccoli... sono i primi! Hanno anche un’etichetta « PRIORITARIO ».

Guarda chi si vede.... la coppia che ha viaggiato con noi all’andata: « Ciao, bel viaggio eh...  com’è andata? »... Non posso non chiedere se hanno dovuto pagare un surplus visto che faticano ad avanzare con le loro valigie. « Pagare?  La bilancia del nastro non funzionava nemmeno... non ci avete fatto caso? Quando ho appoggiato lo zainetto della bambina, segnava un peso di 24 Kg. »....

 

Arrivederci Cuba... Te queremos!

Cayo Santa Maria

CUBA

  • Abitanti: 11 milioni
  • Capitale: Avana (con più di 2milioni di abitanti)
  • Più di un milione di Cubani immigrati, la maggioranza verso gli Stati Uniti 
  • Lingua ufficiale : spagnolo 
  • Due circuiti monetari e due economie coesistono: il « Peso » cubano utilizzato esclusivamente dai locali per le compere quotidiane. Il « Peso » convertibile (CUC) utilizzato dai turisti.
  • Le carte di credito sono accettate a condizione che non siano state emesse da una banca americana (American Express non viene accettata).
  • 1 CUC convertibile = 0,84 EURO 

 

CLIMA

-Tropicale caldo e soleggiato 

-Stagioni: « secca » e relativamente « fresca » da fine novembre a metà aprile, piovosa da maggio a novembre.

-I mesi più caldi sono Luglio e Agosto  (più di 30 gradi all’Avana e fino a 36 a Santiago). L’umidità può rendere l’afa difficilmente sopportabile in questo periodo.

-Dicembre e Febbraio sono i mesi ideali per un viaggio a Cuba (la temperatura media all’Avana è di 22 gradi).

-Durante tutto l’anno la temperatura media tra il Nord ed il Sud ha una differenza di 3 - 4 gradi.

-Il periodo dei cicloni va da Ottobre a Novembre.

FUSO ORARIO

Cuba adotta l’ora legale

  • Da Marzo ad Ottobre il paese ha l’orario estivo. Quando a Roma sono le 18h, è mezzogiorno all’Avana (- 6h)

 

SICUREZZA

Cuba è un paese sicuro. Una vasta campagna di repressione è stata lanciata nel 1999.

 

FORMALITA' AMMINISTRATIVE

Passaporto in corso di validità con scadenza posteriore alla date di rientro di almeno sei mesi dall’ingresso a Cuba.

  • È necessario il Visto rilasciato dal consolato Cubano o tramite agenzia previo pagamento ( il visto turistico solitamente ha una validità di 30 giorni, se necessario si può richiederne il rinnovo per un massimo di 90 giorni).
  • Tutti i viaggiatori all’ingresso a Cuba devono obbligatoriamente essere titolari di una polizza assicurativa che copra eventuali spese mediche.
  • Nessun vaccino è obbligatorio per i viaggiatori in provenienza dall’Europa. I vaccini universali sono comunque consigliati (difterite, tetano, epatite ecc.).

INTERNET

Arrivando a Cuba, l’errore da non commettere per non ricevere una bolletta salata, è quello di lasciare attivo internet. Disattivate i servizi di roaming e l’uso dei dati.

Per rimanere in contatto con la mia famiglia, ho utilizzato gli sms.

All’accensione del telefono, il vostro operatore vi invierà automaticamente un messaggio indicandovi le tariffe per le chiamate e messaggi verso l’Europa.

Come trovare un hotspot Wi-Fi?

Passeggiare e imbattersi in assembramenti di persone con il cellulare in mano non è così difficile a Cuba. Appena vi capiterà di vedere dozzine di persone che maneggiano tablet e telefonini, capirete di essere arrivati in un punto di connessione Wi-Fi.

Hotspot Wi-Fi

Hotspot Wi-Fi

Cosa serve per navigare?
Dovrete dotarvi di una scheda « Nauta » in vendita presso i centri « Etecsa ».
 

Presentando il passaporto si possono comprare max. 3 schedine a testa.

La scheda ha un tempo di connessione limitato. Per navigare 1ora il costo è di 1 CUC.

Quando sarete in possesso della scheda, grattate la parte argentata dietro la quale si celano i due codici da inserire nella pagina che si aprirà sul vostro schermo dopo aver selezionato la rete Wi-Fi.

PRESA ELETTRICA

 

La tensione elettrica è di 110V ma in qualche casa particular e Hotel esistono prese multi tensione dai 110 ai 220V.

La presa ha una forma piatta, munitevi di adattatore. 

Il consiglio che vi do è di portarvi da casa una prolunga dotata di presa multipla « ciabatta » che inserirete nell’adattatore per ricaricare tutti i vostri dispositivi contemporaneamente.

Per proseguire il nostro viaggio, abbiamo deciso di noleggiare un’automobile.

A tal proposito, ho letto delle cose poco rassicuranti :

In caso di sinistro, si rischia di non poter lasciare l’isola finché la pratica non verrà chiusa.  

Le strade sono spesso impraticabili e piene di buche.  

Dei malfattori travestiti da poliziotti fermano i turisti per derubarli.

A Cuba non ci sono segnali stradali di direzione.  

Vero o falso? 

IL NOLEGGIO

La scelta di noleggiare un’autovettura ci permette di viaggiare in modo autonomo.

Alla consegna del veicolo, vi verrà chiesto di firmare il contratto di locazione e di versare la somma di 200 CUC in contanti. Tale cauzione vi sarà restituita alla riconsegna dell’automobile. 

Il contratto prevede un solo conduttore. Per ogni conduttore supplementare il costo aggiuntivo è di 3 CUC giorno/persona.

Il veicolo vi verrà consegnato con il serbatoio di benzina pieno che vi sarà addebitato a parte. (72 CUC).

Per la restituzione, vi suggeriranno di riconsegnare l’auto con il serbatoio più vuoto possibile. Il carburante non utilizzato non viene accreditato. 

Le stazioni di servizio a Cuba sono rare e le distanze da percorrere molto lunghe. Inutile dire che ogni qualvolta ci capitava di vedere una pompa di benzina completavamo il pieno. 

La truffa è quasi assicurata visto che l’agenzia di noleggio fatturerà nuovamente 72 CUC al prossimo cliente, senza sborsare nulla. Ahi ahi ahi... 

Il mio consiglio:

Prima di partire per il vostro viaggio, inserite l’itinerario prescelto su Google Maps e calcolate le distanze da percorrere, annotatele, e regolatevi di conseguenza! 

Se noleggiate l’auto all’Avana e la riconsegnate a Caibarien, il costo del Drop off sarà di 35 CUC. (D.O. Avana/Santiago/ 150 CUC).

 INFORMAZIONI  UTILI

- Se un agente di polizia vi fa accostare, (non si tratta mai di una sola persona, a meno che l’agente non sia un motociclista) non aprite lo sportello dell’auto ma limitatevi ad abbassare il finestrino. In caso di contravvenzione chiedete che il verbale sia inviato direttamente all’agenzia di locazione dell’auto, che si occuperà di pagare la multa.

- A Cuba potete chiedere informazioni stradali ai Cubani che saranno lieti di aiutarvi, ma attenzione: faranno di tutto per convincervi a salire in auto e accompagnarvi per indicarvi il percorso. Siate prudenti.

- Contattate, se necessario , la vostra agenzia di viaggi o il vostro referente sul posto. Hanno il dovere di consigliarvi ed assistervi in caso di bisogno.

- Gestite bene il vostro tempo, la notte cala presto. Le strade sono spesso dissestate, guidate di giorno e cercate di arrivare a destinazione prima che sia buio.

- A Cuba i segnali stradali di direzione sono rarissimi. Nessuna auto è dotata di GPS.

- Esiste un’applicazione (Maps.me) che vi permette di accedere alle carte stradali di tutto il mondo dal vostro Android/iOS. La geolocalizzazione non necessita di connessione internet. Scaricate l’applicazione prima della partenza...

BUON VIAGGIO!!!

Ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato e sopportato nella creazione di questo blog.

Un ringraziamento particolare va a Stan, tutte le foto che avete visto (tranne quella dei granchi) sono opera sua!

Spero di esservi stata un po' d'aiuto... ogni viaggio è soggettivo e viene visto e vissuto da ognuno di noi con occhi diversi.

"La porta, la soglia, la strada: attraverso di essi comincia il viaggio spesso reale, talora immaginario, che tocca paesaggi, mete visibili e invisibili. Verso l'altro, l'altrove, l'oltre. E alla fine del viaggio ritroviamo sempre noi stessi, o un frammento di NOI!"

Katyuscha